Un
commento al nuovo Testo Unico sul ruolo del Medico Competente
Intervista
al Prof. Nicola L'Abbate - Docente di Medicina del Lavoro all'Università
di Foggia
Conosce
perfettamente l'evoluzione della normativa relativa alla protezione
dei lavoratori, il professor Nicola L'Abbate, docente di medicina
del lavoro all'Università di Foggia. Molto attivo nell'AIRM,
l'associazione dei medici specialisti in radioprotezione, L'Abbate
commenta il recente decreto 81 sulla sicurezza dei lavoratori,
a partire dal nuovo ruolo del medico competente.
Professore,
qual è il suo giudizio sul decreto 81 rispetto a questo
ambito?
"Considero positive le modifiche introdotte dalla nuova normativa
relative al ruolo del medico competente. Ora dobbiamo tutti impegnarci
sempre di più".
Quali
sono gli aspetti di novità rispetto al passato?
Il
ruolo del medico competente viene valorizzato, in particolare
in due punti del decreto, il comma 1 dell'articolo 211, quello
relativo alla protezione dai rischi dovuti all'esposizione a campi
elettromagnetici, in cui viene attribuita al medico competente
la decisione sulla periodicità dei controlli, e il comma
2, in cui si richiede di intervenire tempestivamente nel caso
di superamento dei valori d'azione. Giustamente la nuova norma
mette in capo al datore di lavoro una serie di obblighi sulla
valutazione del rischio, che peraltro comportano la collaborazione
con altre figure, quella del medico del lavoro in particolare.
Inoltre una novità positiva è quella relativa alla
documentazione sanitaria, ora occorre compilare moduli specifici,
analogamente a quanto avviene già per la protezione dalle
radiazioni ionizzanti. Molto della nuova normativa sulle radiazioni
non ionizzanti segue la falsariga dell'altra e questo è
positivo, se ci si pone come obiettivo la tutela generale dello
stato di salute del lavoratore".
A
che punto siamo con la preparazione specifica, all'interno delle
aziende, sui rischi legati all'esposizione ai campi elettromagnetici?
É
vero che già nella 626 si parlava di agenti fisici, tra
cui anche i campi elettromagnetici, ma solo adesso sono state
esplicitate le indicazioni. É necessaria ora una figura
di esperto in campi elettromagnetici e occorrerà lavorare
molto sulla formazione"
Quali
sono gli effetti dei campi elettromagnetici su cui concentrarsi
e in quali ambiti?
Ci
sono quelli in ambito industriale e quelli in ambito sanitario.
Delle esposizioni è noto soprattutto l'effetto termico
sia in ambienti confinati, ad esempio dall'utilizzo di forni industriali
o di macchine saldatrici, sia in ambienti non confinati, come
la manutenzione di apparati di trasmissione di segnali radio,
radar e stazioni meteo. L'effetto termico si verifica anche in
ambito sanitario, pensiamo agli addetti alla marconiterapia o
all'uso di bisturi per l'ablazione di dei tessuti. Stiamo parlando
sempre di effetti a breve termine. Alla luce della ricerca, è
utile che anche noi come medici partiamo da punti fermi, valori
e livelli di azione certi. Su questa base stiamo lavorando alla
revisione delle linee guida AIRM, in collaborazione con altre
società mediche.
Ultimo
aspetto, gli effetti a lungo termine dell'esposizione professionale
a campi elettromagnetici. Qual è la sua opinione?
In
questo ambito, nel mondo scientifico non ci sono opinioni univoche.
A mio avviso occorrerebbe adottare un atteggiamento di precauzione,
anche se le valutazioni fatte finora escluderebbero effetti a
lungo termine..