COMUNICAZIONE
 
Intervista a Francesco Campanella
 

Standard di sicurezza in Risonanza Magnetica

Ne parliamo con Francesco Campanella

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista per la fine dell'anno, ma il testo è ormai definitivo: i nuovi "standard di sicurezza per un sito di Risonanza Magnetica" vedranno quindi la luce, dopo tre anni e mezzo di lavoro condotto in stretta collaborazione con le Regioni, che in questo periodo stanno procedendo all'approvazione formale del documento.

Francesco Campanella, del Dipartimento di Igiene del Lavoro dell'ISPESL, che ne ha seguito l'elaborazione, ne segnala le principali novità.


Il regolamento tuttora in vigore è stato emanato diciotto anni fa. Che cosa è successo in questo lungo periodo?

Nel '91 le apparecchiature di Risonanza Magnetica erano un'ottantina, adesso sono 850. E non è solo una questione di numeri, ma del fatto che in questi anni la tecnologia ha galoppato. Il che significa che sono state installate macchine molto più performanti e con campi magnetici sempre più elevati, che, se gestite male, possono potenzialmente essere fonti di rischio non trascurabile.


Quali sono i rischi?

Si tratta di rischi potenziali legati alla presenza di un campo magnetico statico alcune migliaia di volte più grande di quello terrestre, rischi che conosciamo poco e che sono a volte difficilmente valutabili. Le prove di verifica sono molto “strette” e dalle nostre ispezioni risulta che lo stato di manutenzione e controllo è generalmente buono, e comunque, anche grazie alla pubblicazione della Linea Tecnica ISPESL del 2004, molto migliorato rispetto a dieci anni fa. Possiamo quindi stare ragionevolmente tranquilli, ma non bisogna abbassare la guardia.


Quindi, chi si occupa del controllo, e che cosa dice il nuovo regolamento?

I nuovi standard, di fatto, precisano e formalizzano comportamenti già adottati nella pratica. Ad esempio, definiscono la struttura del sito. Gli standard del '91 non ponevano di fatto limiti di accesso – intesi come barriere fisiche - fino alla sala dell'esame. Il nuovo regolamento, invece, indica due differenti aree di rischio: la "zona ad accesso controllato", che definisce non solo la sala dell’esame, ma anche tutta un’area ad essa limitrofa e dedicata in via esclusiva all’attività diagnostica con risonanza magnetica e la "zona di rispetto": un’area di cautela posta nell’intorno del sito RM.. Questo per tutelare, ad esempio, persone particolarmente sensibili come i portatori di pacemaker o di protesi impiantate.


L'obiettivo dei nuovi standard, ovvero del Decreto Ministeriale che li introdurrà, è di tutelare anzitutto la sicurezza del paziente. Ci sono altre novità in questo senso?

Segnalo l'introduzione – ed è una novità di rilievo rispetto al 1991 - dell'obbligo di acquisire la firma del paziente in calce al questionario anamnestico, peraltro elaborato in una forma più moderna ed aggiornata, che il medico propone al paziente e che mira a individuare tutte le possibili controindicazioni all'esame diagnostico. Ciò è importante per la sicurezza e per la trasparenza delle procedure, nonché per il valore medico legale del documento stesso


E per quanto riguarda il personale che opera in RMI quali sono le novità?

Il testo fa chiarezza sui ruoli e le figure professionali che si occupano di risonanza magnetica. In pratica si tratta di due responsabili: il primo è il "medico responsabile dell'apparecchiatura", che deve essere un radiologo. A lui è affidata la cura della sicurezza clinica e dell'efficienza diagnostica. Ciò rispecchia la realtà: già negli ultimi 15 anni si evidenza che di fatto nel 99% dei casi il medico responsabile è un radiologo. Diverso il caso di quello che negli standard del '91 era indicato come "esperto"della sicurezza e qualità, ed il cui requisito era di avere genericamente una laurea ed un curriculum professionale specifico. I nuovi standard definiscano la nuova mansione di "responsabile della sorveglianza fisica, della sicurezza e qualità" e introducano che la qualificazione necessaria per assolvere a questo ruolo sia la laurea in fisica con specializzazione in fisica sanitaria. Ad oggi, in realtà, circa i tre quarti di questi responsabili sono già fisici specializzati in fisica sanitaria, e un quarto per lo più in ingegneria clinica o (componente minoritaria) altra laurea tecnica . Da momento dell'entrata in vigore del nuovo regolamento, ad occuparsi della gestione delle problematiche di sicurezza delle apparecchiature RM saranno solo quelli che oggi si chiamano i “fisici medici”. Naturalmente, ci sarà un periodo di transizione durante il quale saranno tutelate le posizioni di chi non è in possesso di questi requisiti, ma ha acquisito competenza facendo questo lavoro da almeno tre anni.

 


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